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DECRETO AIUTI QUATER SUPERBONUS VILLETTE E QUOZIENTE FAMILIARE

24 novembre 2022

Il nuovo quoziente familiare messo a punto dal Governo sarà decisivo per stabilire chi potrà applicare nel 2023 il superbonus sulle case monofamiliari e unità indipendenti (cosiddette villette). Secondo il decreto Aiuti quater il calcolo sarà basato sui redditi del 2022.
Per questo motivo, sarà importante muoversi rapidamente, in modo da avviare gli interventi dal 1° Gennaio e sostenere tutte le spese entro il 31 Dicembre dell’anno prossimo, visto che l’agevolazione del 90% per le villette varrà solo per il 2023.

Il decreto legge 176/2022 concede l’agevolazione a tre condizioni:

-il contribuente dev’essere titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento (come l’usufrutto) sulla «villetta» (cioè, casa monofamiliare o unità indipendente con accesso autonomo inserita in un edificio plurifamiliare);
-l’unità immobiliare deve essere adibita ad abitazione principale (anche se non viene chiarito quale definizione di abitazione principale si applichi);
-il contribuente deve avere un reddito di riferimento non superiore a 15mila Euro calcolato in base al nuovo comma 8-bis.1 dell’articolo 119 del decreto Rilancio (comma inserito dal decreto Aiuti quater).

Il criterio di calcolo prevede che venga fatta la somma dei redditi complessivi posseduti da una serie di soggetti «nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa» (cioè nel 2022 per i lavori sostenuti nel 2023). I soggetti da includere nel perimetro sono il contribuente (cioè il possessore dell’immobile), il coniuge, il soggetto legato da unione civile o convivente se presente nel suo nucleo familiare, i familiari presenti nel suo nucleo familiare che nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa si siano trovati a suo carico.

La tabella 1-bis allegata al decreto Aiuti quater determina il coefficiente per cui va divisa la somma dei redditi complessivi:

-1 per il contribuente;
-+1 per il coniuge, convivente di fatto o soggetto unito civilmente;
-+0,5 se c’è un familiare a carico diverso dai soggetti indicati al punto precedente (+1 se i familiari a carico sono due; +2 se i familiari a carico sono tre o più).
Ad esempio, per una coppia con un due figli, il coefficiente per cui va divisa la somma dei redditi complessivi è 3. Se però uno dei due figli non fosse a carico dei genitori, il coefficiente sarebbe 2,5.
Con un coefficiente divisore di 3, una somma dei redditi complessivi pari a 45mila euro consente di beneficiare dell’agevolazione, con un coefficiente di 2,5 no.

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