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ANTICIPAZIONI SULLA MANOVRA NUOVA TREGUA FISCALE

22 novembre 2022

Nel testo della Manovra fiscale esaminato ieri dal Consiglio dei Ministri, è stato inserito lo stralcio, quindi la cancellazione integrale, dei ruoli fino a 1.000 Euro affidati alla riscossione fino al 2015.

Sempre sulle cartelle, allo stralcio automatico si affianca una nuova rottamazione per gli importi superiori a mille Euro. Scartata, infatti, la strada di un saldo e stralcio che avrebbe riguardato anche l’imposta nella fascia 1.000-3.000 Euro, la scelta dell’Esecutivo è stata quella di consentire un pagamento scontato per i carichi dal 2000 al 30 Giugno 2022. In questo caso, i contribuenti potranno versare al posto di sanzioni e interessi un forfait al 5% e dilazionare i pagamenti dovuti su un arco temporale di cinque anni.

Il Governo, inoltre, punta a rimettere in carreggiata quanti non hanno onorato i versamenti allargando il margine temporale in cui recuperarli. Allo stesso tempo si punta a venire incontro a chi non si è messo in regola negli anni a cavallo della pandemia, consentendo, in caso di ricevimento degli avvisi bonari, di pagare gli importi in due anni applicando sanzioni ridotte al 5%.

Un discorso a parte merita poi la questione delle controversie tributarie.

Allo stato attuale, per la definizione agevolata si paga il 5% solo per le liti fino a 100mila Euro in caso di doppia sconfitta integrale delle Entrate nei precedenti gradi oppure si paga il 20% per le liti fino a 50mila Euro in cui l’Agenzia abbia perso in un solo grado.

Allo studio del Governo c’è una terza possibilità chiamata conciliazione giudiziale che verrebbe estesa anche alle liti tributarie pendenti presso la Suprema corte. Quindi, se contribuente e Fisco raggiungono un accordo, la lite viene chiusa lo stesso anche se l’amministrazione finanziaria era risultata vincitrice in precedenza.

La tregua fiscale guarda anche ai contenziosi attualmente pendenti nelle Corti giustizia di primo e secondo grado, rifacendosi, di fatto, al recente passato della pace fiscale 2018 sulle liti: la definizione agevolata passerebbe dal pagamento di un importo del 40% del valore in caso di soccombenza del fisco in primo grado, mentre l’importo dovuto sarebbe del 15% se l’amministrazione finanziaria fosse risultata “perdente” in appello. In quest’ultimo caso, la contesa verrebbe estinta con il pagamento di appena il 15% del valore complessivo. Chi, invece, ha appena avviato una lite in primo grado potrebbe chiudere i conti e non andare avanti pagando il 90%.

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